Daniil Medvedev sembrava lanciato a mantenere il suo titolo di campione delle Nitto ATP Finals, avendo vinto gli ultimi cinque match disputati contro Alexander Zverev, ma il russo non è riuscito a far scattare la scintilla al suo servizio nella finale di Torino.

Cinque giorni dopo aver sconfitto il rivale tedesco per 6-3, 6-7(3), 7-6(6) nel match del Girone Rosso, Medvedev non è riuscito a capire il perché della cattiva giornata al servizio proprio nell’incontro decisivo per il titolo.

"Su questa superficie il servizio è molto importante, e anche in semifinale non ero stato perfetto” afferma Medvedev. “Difficile da dire perché in battuta non ho reso come avrei potuto, mancava certamente qualcosa, non ho una risposta in merito ma in effetti il rendimento al servizio ha fatto la differenza. Sascha è un gran giocatore e mi ha fatto il break due volte, a volte non è sufficiente per vincere un match ma in queste condizioni basta e avanza”.

“Al nostro livello penso che sia interessante trovarci spesso uno contro l'altro, perché si cerca sempre di fare qualcosa di diverso per mettere in crisi l'avversario. Forse ho preso il primo break dell'incontro proprio perché stavo cercando di cambiare rispetto alla sfida del girone. Poi, una volta in svantaggio, ho cercato di fare qualcosa di diverso per recuperare, ma non è bastato. Non credo sia 'difficile' giocare spesso contro lo stesso avversario, per quanto mi riguarda è più interessante. Anche se perdi, la prossima volta cerchi di fare qualcosa di meglio, è stimolante”.


Photo: Corinne Dubreuil/ATP Tour

Riguardo a un passaggio di consegne tra i Big 3 e i campioni più giovani, ormai sempre più imminente, Daniil ci ride su. “Non è facile parlare di me stesso e dire che potrò prendere il posto di quei 3, ma con il mio coach ridiamo spesso per questo: quando si ritirò McEnroe si diceva che dopo la sua generazione non ce ne sarebbe stata un'altra così interessante, poi accadde lo stesso con Sampras e Agassi, adesso la storia si ripete coi Big 3. Prima di loro, allo stesso modo dicevano che il tennis non sarebbe stato più interessante, e invece... La nostra generazione magari non avrà qualcuno in grado di vincere 20 Slam, ma non sarà una vergogna se non accadrà. Io posso solo dire che darò il massimo per vincere i grandi titoli”.

“Zverev e gli Slam? Ci sono tanti giocatori che possono vincere uno Slam oggi: Sascha per esempio stava servendo per il match agli Us Open, lo ha sfiorato e per poco non lo ha centrato. Qualcuno può essere infortunato o non in forma durante un torneo, qualcuno può avere più o meno fortuna. Ma è ovvio che Zverev possa vincere uno Slam, anche se è difficile dire quando perché ogni torneo ha un diverso scenario, e dover vincere sette match di fila rende tutto molto complicato”.