Il Presidente FIT non si accontenta. “Abbiamo il miglior team di lavoro possibile: renderemo l’esperienza del pubblico ancora più entusiasmante”
Il successo della prima edizione torinese delle Nitto ATP Finals è stato all’occhio di tutti, sotto qualsiasi punto di vista, ma il segreto per rimanere sulla cresta dell’onda è non accontentarsi mai. Lo sa bene il presidente FIT Angelo Binaghi, che nella conferenza stampa di presentazione della 53esima edizione dell’evento che chiude il calendario ATP, tenuta nello Spazio Trentacinque all’interno del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, ha concentrato il suo intervento proprio sul desiderio di crescere ancora.

“Non vediamo l’ora che abbia inizio questa seconda edizione delle Nitto ATP Finals a Torino – ha detto il numero uno della Federazione Italiana Tennis –, e siamo sicuri che faremo ancora meglio rispetto alla precedente. Abbiamo di fronte quattro mesi molto intensi e di grande lavoro, ma siamo consapevoli di avere a nostra disposizione il miglior team di lavoro possibile. Siamo una squadra fortissima, composta dal nostro Comitato tecnico di gestione con Mimmo Carretta e Paolo Damilano, insieme a Sport e Salute che credo di poter definire l’istituzione dello sport italiano più abile nell’organizzazione di manifestazioni sportive. E poi Nitto, una grande istituzione finanziaria come il Gruppo Intesa Sanpaolo, il Comune di Torino, la Regione Piemonte e il dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

“Insieme a tutti gli altri membri del team – ha aggiunto – abbiamo presentato il nuovo masterplan dell’evento, la cui opera più importante è rappresentata dalla realizzazione di una grande struttura nel Piazzale Grande Torino. Su indicazione del Comune abbiamo spostato lì fan village che si trovava in Piazza San Carlo, e costruito delle nuove volumetrie che ci consentiranno di dare maggiori servizi al pubblico, in particolare in tema di ristorazione. Vogliamo fare in modo che l’esperienza degli appassionati alle Nitto ATP Finals di Torino sia sempre più emozionante ed entusiasmante. Il nostro obiettivo è che Torino rimanga una delle capitali del tennis mondiale e che durante il torneo vengano scritte in città delle pagine indelebili della storia del nostro sport”.

Binaghi si è soffermato anche sul momento del tennis italiano, che viene da sei mesi con parecchie  sfortune ma comunque felici in termini di risultati. “Da qui alle Nitto ATP Finals ci separano quattro mesi, che saranno molto intensi anche per i nostri giocatori, in particolare per Jannik Sinner e Matteo Berrettini, che nella stagione sul cemento americano andranno a caccia dei punti decisivi per potersi qualificare per le Nitto ATP Finals. Nei primi sei mesi di questo 2022 abbiamo avuto una valanga di infortuni, a mia memoria non era mai successo fossero così tanti, eppure il tennis italiano è riuscito ad avere comunque due semifinali Slam, ha vinto il torneo del Queen’s e altri due titoli, un ATP e un WTA”.

Come sempre, le Nitto ATP Finals saranno la punta di diamante della seconda parte di stagione, ma non il solo evento di grande importanza organizzato dalla Federtennis. “A settembre a Bologna – ha detto ancora Binaghi – ospiteremo uno dei gironi finali della Coppa Davis, poi a novembre a Milano, prima delle Finals di Torino, avremo le Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals”. Ma non è tutto. “Abbiamo chiesto all’ATP – prosegue – l’assegnazione all’Italia anche di qualche altro torneo, così da permetterci di condividere con tutto il Paese il momento di grande felicità che sta vivendo il tennis in Italia. Magari l’arrivo di nuovi eventi potrebbe anche contribuire alla rincorsa dei nostri giocatori a Torino. Vederli ottenere i punti decisivi di fronte al pubblico italiano sarebbe ancora più bello”.

A specifica domanda, Binaghi è entrato nel dettagli. “Abbiamo fatto domanda per avere altri due grandi tornei in Italia, seppur per un anno solo, così da portarli in piazze che non hanno mai avuto un torneo del circuito maggiore o l’hanno perso da decenni. Se riuscissimo a raggiungere l’obiettivo direi che quest’anno si potrà definire non solo eccezionale, ma di più. Se calcoliamo anche il torneo WTA di Palermo, i tornei WTA 125 e i vari Challenger che si giocano in Italia, credo di poter dire che nel 2022 non c’è altro paese al mondo che organizza così tanti tornei di tennis di livello internazionale, con tutte le ricadute positive sul territorio, sia a livello economico sia dal punto di vista promozionale”.

“Ci auguriamo – ha detto ancora il presidente – che Jannik Sinner e Matteo Berrettini possano conquistare un posto per Torino, unendosi a un torneo che si annuncia di grandissimo interesse. Non potrebbe essere altrimenti: Nadal e Djokovic hanno vinto i primi tre tornei stagionali del Grande Slam e rappresentano la vecchia guardia, che avrà di fronte i giovani, fra i quali sicuramente lo spagnolo Alcaraz. Siamo sicuri che vinceremo di nuovo questa scommessa organizzativa: nello sport per vincere serve fare gioco di squadra, e la nostra squadra è fortissima e difficile da replicare”.

Infine, un accenno al tema della biglietteria. “A oggi – ha detto Binaghi – abbiamo venduto oltre 51mila tagliandi. Per dare un termine di paragone, il record storico dello sport italiano appartiene agli ultimi Internazionali BNL d’Italia, con oltre 231.000 biglietti venduti e 16 milioni di euro di incasso. La cifra relativa a Torino rappresenta già un numero importante, con una percentuale di provenienza dall’estero vicina al 25%, superiore rispetto allo scorso anno. Il totale mostra una leggera flessione rispetto al 2021, sulla quale però influiscono delle tendenze derivanti dal Covid: in questo scenario pandemico, molte persone hanno imparato che conviene acquistare i biglietti più tardi, tanto che anche agli Internazionali c’è stato un boom di prenotazioni nelle ultime settimane. Quindi, noi che i numeri li studiamo da anni, siamo assolutamente soddisfatti, e prendiamo atto che da parte del pubblico ci sono delle tendenze differenti rispetto al passato”.